MIRABILI-Formitalia

Formitalia

MIRABILI

VETRAGE La Versiliana
20 Luglio - 31 agosto
Orario: 18.00 - 23.00
Ingresso GRATUITO

 

Il messaggio che MIRABILI intende portare avanti coinvolge Artisti e Designers di chiara fama, scelti per le loro particolari attitudini e per il loro mondo poetico.Si tratta di una Collezione che si propone di comunicare con l’arte, per visioni ed emozioni: una qualità che ne legittima la significativa presenza nei musei, nelle gallerie e presso collezionisti qualificati.
Sergio Cammilli

La nuova arte libera è sempre più quotidiana anche se sognante e poetica; è mercuriale anche perchè applicata senza pregiudizi e diffusa senza inibizioni negli ambienti vissuti. Sempre più corrisponde all’idea e agli Ideali della Necessità. Entra nelle abitazioni non solo per essere guardata, ma anche per interagire nella vita e con i desideri delle persone ; non solo per decorare ma anche per animare; non è confinabile in cornice o sul piedistallo e lancia una sfida: per introdurre frammenti di utopia estetica, al di là del tempio delle Muse, nella casa dell’uomo. MIRABILI nasce alla metà degli anni ‘80 come sintesi delle esperienze e delle intuizioni di Sergio Cammilli, protagonista dagli anni ‘60 del design italiano. L’interscambio con altri esperti e artisti ha dato vita a un laboratorio teorico, pratico e produttivo come primo originalissimo fenomeno per rinnovare, anche con il sentimento moderno dell’antico, l’Arte d’Abitare.
Alessandro Vezzosi

Arredi d'eccezione.
Gillo Dorfles intervistato da Paolo Minetti per "MIRABILI Arte d'Abitare".
Come vede oggi le case che visita, osservando l’arredo dal suo punto di vista?
Tutto dipende dal gusto dell’arredatore. Ricordo, ad esempio, in casa di Alberto Savinio, ben noto artista, una lampada decisamente kitsch, che teneva sotto una campana di vetro. E proprio perché era un oggetto decisamente kitsch questa finiva per rendere più affascinante l’arredo della sua casa. Un artista può permettersi di usare un oggetto kitsch volontariamente.
Gli “arredi d’eccezione” di questo catalogo sono stati creati da architetti e da artisti. Cosa pensa del loro inserimento in un ambiente domestico?
Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto il desiderio di avere dei mobili cui affezionarci e spesso il mobile diventa una specie di animale domestico. Come ci affezioniamo a un gatto o a un cane ci affezioniamo a quel tavolo, a quella credenza, che possono essere opere d’arte, oggetti stravaganti o artigianali o anche trovati per caso da qualche robivecchi. Nella scelta di opere di questo catalogo noto un’estrema varietà. Alcuni mobili sono di grande interesse per la fantasia con cui sono stati ideati, altri invece sono interessanti in quanto opere di artisti e architetti che hanno fatti mobili in maniera insolita. Non essendo veri e propri designer, hanno trasfuso in essi qualità della loro arte – pittura, scultura, architettura – che per solito non si trovano nel mobile consuetudinario. E non c’è dubbio, ci si affeziona di più a un mobile eccezionale che a uno consuetudinario.
Che interesse vede per un mobile fatto da un artista, da un creatore?
Ci sono mobili molto speciali, come quelli di Carlo Mollino o di Gaetano Pesce, per fare qualche esempio, che sono anomali ma che costituiscono veramente un esempio fuori della norma, di grande interesse.. Anche tra i mobili di questa collezione ci sono alcune cose di estremo interesse, perché rispecchiano la mentalità di architetti e artisti come Mendini, come Sottsass, come Ceroli. D’altronde, c’è sempre il pericolo di uscire da quella che è una delle leggi del design, perché il mobile deve essere anche utilizzato, deve avere una sua funzionalità. Alle volte questi mobili non hanno quella funzionalità che devono avere e allora non si possono più considerare tali, piuttosto oggetti “artistici”.
Che differenza c’è tra i mobili di Alvar Aalto, di Le Corbusier, ad esempio, e quelli creati da artisti?
Ci sono architetti come Aalto, Le Corbusier, Saarinen, che hanno fatto mobili estremamente interessanti. Poi ci sono artisti che sono stati invitati a fare mobili senza avere quelle conoscenze del design che permettono di fare un mobile interessante dal punto di vista estetico ma anche funzionale dal punto di vista pratico. È accaduto di alcuni mobili realizzati da Meta Memphis, per la quale alcuni artisti – Pistoletto, Bagnoli ecc. ecc. – che non avevano una preparazione tecnica progettarono soltanto dei mobili paradossali. O come nel caso di Ceroli, in cui uno scultore notevole ha fatto una serie di mobili che sono da considerare come sculture.
Come ci si può comportare, per quanto riguarda il gusto, davanti a mobili come questi?
È un problema molto importante. Non bisogna dimenticare che quel cattivo gusto che, per solito, va sotto il nome di kitsch, vale a seconda del contesto. Prendiamo per esempio il caso di Max Ernst, grandissimo pittore e scultore surrealista. Se consideriamo il suo mobile all’infuori della sua produzione artistica, questo può essere considerato come appartenente piuttosto al kitsch che all’arte. Ci sono tuttavia anche designer di grande qualità che, progettando un mobile, cadono in quel tipo di gusto che è molto spesso contagiato dal kitsch.
Occorre saper scegliere e saper indicare, dunque, il mobile che diventa scultura e l’oggetto di design.
Certo. E chi li espone deve anche, in un certo senso, “ammaestrare” l’architetto e l’arredatore, insegnare loro a scegliere il mobile adatto all’appartamento che vogliono decorare. Bisogna fare una distinzione tra quello che è un arredamento di buon gusto, che può avvalersi anche di mobili d’eccezione, e quello che è un arredamento che usa questi mobili d’eccezione in maniera, diciamo così, non appropriata. Un mobile come quello di Ceroli, che va benissimo in un determinato ambiente, per fare un esempio, non andrebbe bene in un altro, neoclassico o barocco. E questa serie di mobili mi pare molto istruttiva, in un certo senso, perché permette di avvicinarsi ad artisti molto importanti e di distinguere in particolare quali siano adatti a un determinato ambiente e quali no.